La sensazione di trovarsi nell’attesa che qualcosa accada, nel bel mezzo di un fiume mentre stai traghettando da una sponda all’altra senza sapere quanto ci vuole per raggiungere l’altra riva e con qualche dubbio sulla tenuta della zattera. Questi lievi timori sono pero’ stati subito superati. Il rapporto coi colleghi sia a livello professionale che personale è migliorato e si è consolidato, un aspetto per me fondamentale e delicato visto il poco tempo che mi vedeva parte del team SISA quando la pandemia è scoppiata.

In Italia le restrizioni sulla mobilità delle persone sono state molto severe e per circa due mesi io e la mia famiglia non siamo mai usciti di casa se non per il ritiro della scorte alimentari. Le mie biciclette, lucidate a puntino e profumanti di petrolio, sono rimaste appese in garage anche loro in attesa di poter rimettere le ruote a terra. Le scuole chiuse, che non hanno mai riaperto, hanno lasciato i bambini in una lunga vacanza di mezzo interrotta solo da qualche incontro quotidiano di DAD …. Didattica A Distanza, un nuovo termine forse coniato in questo periodo.

Mentre noi cercavamo di intravedere la sponda dall’altra parte, le giornate dalla finestra del mio home office diventavano sempre piu’ soleggiate e si allungavano e si scaldavano. Notavo la natura quasi incurante del fatto che noi eravamo tutti fermi in attesa, inbetween, ma lei no lei andava avanti e faceva il suo corso. Nel giro di pochi giorni il bosco di castagni era completamente fiorito e le rose nel giardino sbocciate!

Le attività in home office sono sempre proseguite senza incertezze grazie ad un solido e rassicurante spirito di squadra. Seppur a distanza, tutto si è mosso con lo stesso ritmo della natura e della primavera che sbocciava fuori dalla finestra senza subire colpi d’arresto e con l’efficienza di sempre. Le ore trascorse nel mio ufficio di casa sono state il ponte tra la normalità di prima ed il ritorno (o quasi) alla nuova normalità come nel famoso pezzo dei “The Cure” dove l’incertezza di “Inbetween Days” diventa il motore per andare avanti, per traghettare e andare oltre.

Per questo devo ringrazare la SISA per averci messo nella migliore situazione possibile ed i colleghi che mi hanno sempre fatto sentire parte di un team. Tutto questo ha sempre consentito di non perdere mai la bussola.

Autore: Andrea Valentini
Reparto: Sviluppo software
Data: 02.06.2020

Büro_verkleinert

Andrea_def