In Italia è vietato uscire se non per motivi di stretta necessità, quindi io esco solo una volta alla settimana per fare la spesa al supermercato.

Quando si esce di casa, è obbligatorio portare con sè una dichiarazione con scritto per quale ragione si esce, dove si va e dove si risiede. La Polizia effettua molti controlli per scoraggiare le persone ad uscire di casa. Nei supermercati si accede per piccoli gruppi, per cui si sta in colonna ad aspettare il proprio turno e, prima di entrare, viene misurata la febbre alle persone in ingresso.

Io so benissimo che questa situazione di blocco totale è per il mio Paese un disastro, ma riconosco che il Governo abbia fatto la cosa migliore che si potesse fare. Nessuno in Europa aveva esperienza di un problema di tali dimensioni, per cui è tuttora difficile per tutti organizzarsi.

In una situazione come questa, mi sento fortunato per il fatto che la nostra azienda continui a lavorare. Penso che SISA abbia saputo reagire bene per fronteggiare questo disastro, dando una prova di flessibilità e mi ha fatto piacere sapere che non solo il mio reparto, ma tutta l’azienda abbia saputo adattarsi al lock-down.

Grazie a questo, io posso condurre la mia vita lavorativa normalmente, perchè sono collegato con i miei colleghi, e insieme riusciamo a collaborare e a portare aventi i nostri progetti.

Skype, Confluence, Jira, funzionano molto bene e sono i veri « posti » dove lavoriamo. Forse lo erano già anche prima e non ce ne eravamo accorti. In verità ci sarebbe anche Whatsapp, ma quello lo usiamo per scherzare.

Whatsapp è doppiamente importante per me, perchè lo uso per comunicare e vedere mia figlia che vive a Milano, e non posso raggiungere in altro modo.

Ho cercato di mantenere le stesse abitudini che avevo prima del lock-down: Mi sveglio comunque alle 5 e leggo i giornali. Colazione e poi tra le 7:30 e le 8:00 un primo collegamento con il mio team : «come state?» «come sono le corona-curve in Svizzera?» «Come stanno le cose in Italia?» Poi una pausa verso le 10, collegati insieme, pausa pranzo in genere tra le 12 e le 13. Ancora un caffé insieme verso le 15, e poi alle 16:30-17 ci si saluta.

I cambiamenti piú evidenti che sto vivendo in questo periodo sono: non poter vedere nessuno perchè vivo da solo; non potere uscire di casa, non poter fare nessun programma per il futuro immediato perchè ci sono molte incertezze su tutti gli aspetti organizzativi della società. E poi sono preoccupato per quello che sarà il dopo-corona: quali danni avrà lasciato in tutti i posti dove ha colpito ?

Nel frattempo cerco di usare in modo costruttivo il tempo libero in piú che ho durante la settimana, perchè non devo piú viaggiare per tante ore : Ho infatti ripreso a correre alla mattina presto – in giardino, e ho piú tempo per comporre musica.

Spero che questo dramma finisca presto e che tutte le nazioni mettano in atto insieme delle misure preventive per evitare che una cosa del genere ci succeda di nuovo.

Autore: Alessandro Guido
Reparto: Sviluppo Software
Data: 10.04.2020

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